sabato 24 ottobre 2009

The first Internet connection, with UCLA's Leonard Kleinrock

Dal canale YouTube dell UCLA

Internet pioneer and UCLA computer science professor Leonard Kleinrock discusses the process of connecting the first host computer to the fledgling Internet, then known as the ARPANET, in September 1969, and sending the first host-to-host message a month later on October 29, 1969.


venerdì 23 ottobre 2009

< Log... >: ha quarant’anni e li dimostra. Internet e il restauro, nel quarantennale della prima connessione Internet (29 ottobre 1969)

Al Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze
TALKING CORNER, giovedì 29 ottobre, dalle ore 14,00 alle ore 15,00
Comunicazione di Giancarlo Buzzanca

L'unica (fino a prova contraria) comunicazione che celebra i 40 anni di internet ...

< Log... >: ha quarant’anni e li dimostra. Internet e il restauro, nel quarantennale della prima connessione Internet (29 ottobre 1969)


La presentazione su NOVE.Firenze

Internet compie quarant’anni

sabato 27 giugno 2009

Important News about CoOL and the Conservation DistList

Importanti modifiche nella vita di Conservation DistList e CoOL ...

Special Announcement
Important News about CoOL and the Conservation DistList

Date: 19 Jun 2009
From: Eryl Wentworth
Subject: Conservation OnLine and the Conservation DistList

CoOL is Coming to AIC

Having reviewed a proposal from AIC and following several discussions, Stanford University Libraries has agreed that AIC will be given responsibility for CoOL and the Conservation DistList. The transfer of content from the Stanford servers will take place immediately with expert guidance from Walter Henry, John Burke, and technicians at Stanford.

Our first goal is to have the DistList operational as soon as possible. Watch for one or more announcements on the DistList for periodic updates regarding the resumption of activity. Other CoOL resources will come online under new URLs as expeditiously as possible. Discussions with allied and affiliate organizations will continue.

AIC is pleased to be entrusted with these invaluable resources and for the opportunity to sustain and develop them into the future. Our goal is to keep CoOL and the DistList safe, viable, objective, and accessible for the conservation community worldwide.

Please note that the DistList is not yet accepting submissions or new registrations. Comments or questions can be sent to

coolinfo@conservation-us.org

Thank you for your support of this major initiative.

-- AIC Executive Director Eryl Wentworth and
the AIC Board of Directors



Background



Date: 10 Jun 2009
From: Catherine Tierney
Subject: CoOL and the Conservation DistList

Dear Colleagues,

This is a difficult posting to write. For twenty two years, it has been Stanford University Libraries' great pleasure to serve and support the conservation community by hosting Conservation OnLine. Sadly, Stanford---like so many other institutions---has been hurt by the economy. As a result, we have had to make difficult choices. It is with deep regret that I inform you that we are no longer able to support CoOL. We feel it is important to alert you to this change as we are aware that so many of you rely on the distribution list as a medium of communication; there are still a number of things to be worked out.

http://news.stanford.edu/news/2009/june17/layoffs-061709.html

Catherine Tierney
Associate University Librarian for Technical Services
Stanford University Libraries and Academic Information Resources



Date: 10 Jun 2009
From: Walter Henry
Subject: CoOL and the Conservation DistList

It has been a great pleasure and privilege to work with this community and I look forward to finding ways to continue to do so. I've always held that conservation professionals were, as a class, unusually committed to the cause they serve; we really do care deeply about the cultural materials we are lucky enough to work with, and that care takes form in a remarkable dedication to the profession, to the ethical foundations upon which it is built, and to the community of practitioners from whatever discipline or specialty.

So, at the beginning of what would have been the DistList's twenty third year it is with great sadness, but also with some sense of pride, that I finally give up this enterprise and that of Conservation OnLine as a whole. I don't know exactly what will happen to the resources here but I have every faith that their fate will be in good hands.

I would like to thank, with all sincerity, Stanford University Libraries and Academic Information Resources, my own department, the systems and IT staff, and most of all the directorate, who have been unfalteringly supportive of my work all these years, and I know would continue to be so were the world in just a little better shape than it is now.

As DistList tradition demands, I leave you a final accounting: As of this day, the Conservation DistList comprises 9696 people from at least 91 countries. Conservation OnLine contains, at a very rough guess, 120,000 documents, possibly quite a few more. I hope they have been useful to you all, and I hope to be of service to you as we move into the future.

onward,
walter

The final instance of the Conservation DistList, as it was distributed may be found at
http://cool-palimpsest.stanford.edu/byform/mailing-lists/cdl/instances/2009/2009-06-11.dst
or in its archive (HTML) at
http://cool-palimpsest.stanford.edu/byform/mailing-lists/cdl/instances/2009/

venerdì 22 maggio 2009

L'era dei tardivi digitali ....

Wired in edicola anticipa la prefazione che ho scritto (Luca Sofri) per il libro “Nati con la rete”, che esce per Rizzoli il 3 giugno.

Le persone non più giovani che si accingano a voler capire com’è il mondo delle generazioni «native» devono innanzitutto liberarsi della solida sensazione di essere i protagonisti del nostro mondo e del nostro [...]


Il post sul blog Wittgenstein

mercoledì 20 maggio 2009

Il Papa si affaccia dalla piazza virtuale: Ratzinger ora si incontra su Facebook

La Chiesa si apre alle teconogie più moderne
Il Papa si affaccia dalla piazza virtuale: Ratzinger ora si incontra su Facebook
Anche Benedetto XVI da giovedì sarà sul social network più famoso del mondo per dialogare con i giovani. L'iniziativa si inserisce in un progetto più ampio che si chiama Pope2You da cui è possibile scaricare anche applicazioni per I-phone

(20/05/2009 - 09:18:13) Fonte ADN-Kronos

lunedì 16 marzo 2009

Il Web compie 20 anni. L'inventore: "Le sue radici saranno per sempre legate al Cern"

Roma, 14 mar. - (Adnkronos) - Il World Wide Web, chiamato più familiarmente "Web", compie 20 anni. A festeggiare il ventesimo compleanno del WWW ieri, al Cern di Ginevra dove è stato inventato, nell'ambito di una cerimonia, c'è stato anche il suo ideatore, il ricercatore inglese Tim Berners-Lee, ex operatore del Centro europeo di ricerche nucleari, in Svizzera. Era il 13 marzo 1989 quando Berners-Lee sottoponeva al suo superiore, Mike Sendall, un progetto riguardante un nuovo sistema di gestione dell'informazione, volto a mettere in rete gli scenziati del centro ginevrino e i loro colleghi nel mondo intero.

"Un po' vago, ma promettente" annotò Sendall sul documento, autorizzando tuttavia Berners-Lee a proseguire i lavori. Nel settembre 1990, il ricercatore ricevette un computer NeXT Cube, col quale, nel dicembre successivo, sviluppò il Web.

Se il Web non ha più nulla a che vedere con il sistema d'informazione che all'epoca della sua nascita collegava soltanto un piccolo gruppo di computer del centro di ricerche, "le sue radici saranno per sempre legate al Cern" ha rilevato Berners-Lee nell'ambito della cerimonia durante la quale il ricercatore britannico ha effettuato una dimostrazione con il browser originale.

"Lo spirito creativo che ha permesso a Tim Berners-Lee d'inventare il Web è ancora vivo al Cern" ha assicurato da parte sua il direttore generale del mega centro di ricerche di Ginevra, Rolf Heuer. "Il Web è senz'alcun dubbio la ricaduta tecnologica più conosciuta del Cern -ha detto- ma le tecnologie messe a punto dal Laboratorio trovano applicazioni concrete in numerosi altri campi, come la cattura dell'energia solare o nel settore della risonanza magnetica medica".

mercoledì 6 febbraio 2008

Dario Fo e l'Ultima cena di Leonardo

Una lezione- spettacolo di Dario Fo tutta dedicata a Leonardo Da Vinci e, in particolare, alla realizzazione della sua "Ultima cena", nell'ambito di "Leonardo l'ultima cena. Indagini, ricerche, restauro" edito da Nardini Editore , iniziativa della Direzione generale per i Beni architettonici, storico artistici ed etnoantropologici del Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali (sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, 24 febbraio).

Il resto della notizia sul sito dell'Adnkronos oggi, 6 febbraio alle 14.47

La lezione riprende Lezione sul "Cenacolo" di Leonardo da Vinci (Milano, 27 maggio 1999) pubblicato su DVD da Dario Fo nel 2007 e comunque ripetuta più volte dallo stesso Fo in diversi contesti.
Tra le ultime repliche quella del 26 ottobre ultimo alla Seconda edizione del Festival della Creatività tenutasi a Firenze presso la Fortezza da Basso.

La rubrica presente nel n.65 di kermes è on line

Finalmente on line il contenuto della rubrica pubblicata sul numero 65 della rivista.

Una breve intervista all'autore, da parte dell'autore del blog:
  • autore blog (ab): e' un piacere pubblicare la rivista. Quattro pagine questa volta? Un bel risultato! Ma anche la prossima volta saranno sempre quattro pagine?
  • autore rubrica(ar): ma de chè, ma dai che sò contento anch'io che ciò ste quattro paggine! Che me pare davvero un bel risultato se annamo a vedè che ce stanno scritte sopra un sacco de fre..
  • (ab): Un attimo. Mi scusi .. ma sono confuso. Il tono, lo stile, le modalità della rubrica non sono certo le sue ora. La prego si contenga!!
  • (ar): anvedi questo!! Ma se nun sai manco legge quello che ciò scritto sopra! Ma annamosene che è mejo. Arileggite tutte è cose che magari te pò fà puro bbene. Annamosene tutti quanti!
  • (ab): Cari lettori, scusate, ci deve essere stato un terribile equivoco. Sicuramente avremo invitato quì l'autore di altra lubrica rubrica.
La prossima volta saremo più attenti. Cionondimeno vi invito a leggere la rubrica. Ne vale la pena. Ma non dimenticate "...Quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito”. Ed urla addolorato e sbigottito perchè, magari, le unghie non sono tagliate!

sabato 19 gennaio 2008

Opificio delle pietre dure. Il nuovo sito

A partire dal 1 febbraio è finalmente on line il sito dell'Opificio delle pietre dure. completamente rinnovato nei contenuti, nel layout, nella grafica.
Nella home page è presente anche un questionario per valutare l'impatto del nuovo sito sul visitatore.

Quasi 300 pagina sino ad ora, oltre 300 foto e decine e decine di lavori di restauro commentati e descritti.

L'URL è http://www.opificiodellepietredure.it

martedì 30 ottobre 2007

L'ultima cena online. Alcuni dati tecnici

Dal comunicato della Società HAL9000:
L'immagine ha una larghezza di 172.181 pixel ed una altezza di 93.611 pixel per un totale di 16.945.790.099 (sedici miliari ...) pixel; per garantire l'assoluta fedeltà cromatica della riproduzione l'immagine è stata generata con una profondità di colore di 16 bit, doppia rispetto a quella delle convenzionali immagini digitali; l'occupazione su disco dell'immagine è superiore a 96 Gbyte.

Dal comunicato della Soprintendenza:
"L’Ultima Cena è stata oggetto nel passato di importanti campagne fotografiche con le migliori tecniche in quel momento a disposizione; da quelle dell’inizio novecento in bianco e nero attraverso le grandi lastre di vetro a quelle degli anni ’80 eseguite a colori a scala 1:1 e dunque questa nuova campagna fotografica, eseguita con raffinata tecnica digitale, è un fondamentale contributo documentale-scientifico che prosegue questa tradizione."


Il progetto è stato illustrato sbato 27 ottobre u.s., nella cornice della Sagrestia del Bramante, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato tra gli altri, dal sovrintendente per i Beni architettonici di Milano, Alberto Artioli, e dal presidente dell'Ente Raccolta Vinciana, Pietro Marani.

Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione di diversi partner:
  • AMD, multinazionale americana, che ha fornito la tecnologia d’elaborazione ad elevate prestazioni;
  • Clauss, società tedesca, che ha fornito la struttura d’orientamento ad alta precisione,
  • De Agostini per il supporto web e la comunicazione;
  • I-Net per l’accesso internet ad alta velocità;
  • Nikon per le attrezzature fotografiche allo stato dell’arte.

Il sistema di visualizzazione consente di ingrandire e osservare qualsiasi porzione del dipinto, fino a cogliere particolari di circa un millimetro quadrato di superficie. La ripresa è stata effettuata con la tecnica della "fotografia panoramica", un sofisticato metodo di ricomposizione di più foto in un unico scatto, pari alla realizzazione di una fotocamera virtuale da 16mila Megapixel. Per l'illuminazione si è adottato uno specifico sistema validato dal Laboratorio di Fisica dell'Istituto centrale per il Restauro.
Il progetto è nato nella primavera del 2007 dall'incontro fra il Ministero dei Beni culturali, la Sovrintendenza del capoluogo lombardo e la società Hal9000, a cui è stata affidata la
realizzazione del progetto.

Come sempre avviene all'enorme quantità di siti dove è stata pubblicata questa notizia corrisponde una stringata sintesi della notizia Reuter in chiave internazionale e il comunicato Ansa in chiave locale. Pochissimi particolari tecnici. Le statistiche di accesso sono state citate attraverso le fonti di stampa per sottolienare il gran numero di accessi ma il contatore di accesso della sosietà statcounter.com non è nemmeno linkato nella home page della società.

Alcune osservazioni sulle forze in campo.
La società De agostini è leader nel settore culturale sia per le pubblicazioni sia per la gestione, in conto del Ministero, di parte delle attività economiche. Non possiamo dimenticare Lottomatica la Societá, di cui il Gruppo De Agostini é azionista di maggioranza, che distribuisce giochi e servizi attraverso una delle reti di collegamento on-line in tempo reale piú estese in Europa
Di passaggio dovremmo ricordare come la De Agostini sia uno dei principali content provider del portale Italia.it (per il quale portale il Ministro Rutelli ha recentemente presentato una relazione alla Corte dei Conti ipotizzando danno erariale nella redazione del sito stesso) e che quindi una sua collaborazione con il MiBAC nasce, ovviamente, da molto tempo.

domenica 28 ottobre 2007

"Last Supper" to go online

Alcune fonti ed alcuni commenti nel web
Questa la notizia lanciata da Reuter

Come la notizia è stata rilanciata dalle agenzie di stampa e siti web nel mondo

Come la notizia è stata rilanciata dalle agenzie di stampa e da siti web in italia

La notizia è stata lanciata dall'Ansa alle 12:53 il giorno 27 ottobre. A tutt'ora non sembra esserci traccia di questa informazione sui siti web del MiBAC.

sabato 27 ottobre 2007

Il Cenacolo in alta risoluzione meglio online che dal vivo

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

martedì 16 ottobre 2007

Fermàti ...

Devo dire che una scommessa sarebbe stata inutile.
Una vampata, una alzata di spalle e, almeno sulla stampa quotidiana o negli spazi di dibattito, la polemica, ovvero, le tematiche poste da Settis/Ginzburg alla attenzione e al dibattito della comunità dei conservatori ... sono sparite.
Aspettiamo ( se mai ce ne saranno) reazioni sui periodici istituzionale. Ma questi se hanno qualità da proporre hanno, sicuramente, nessuna capacità di "stare sulla notizia".
Nel frattempo nei grandi corridoi si continua a parlare di mezzo milione di euro per quel certo lavoro ecc... ecc...

... poi dice che uno si butta a sinistra ... ed io pago ... (totò)

mercoledì 3 ottobre 2007

Fermiamo i restauri ... (Ginzburg/Settis)

Questo post si trova anche nel Forum Conservazione&Restauro dove è possibile contribuire al dibattito.

Credo sia necessaria una riflessione sull'articolo che appare oggi su "la Repubblica" (prima pagina) "Fermiano i restauri cambiano la nostra storia" a firma di Carlo Ginzburg e Salvatore Settis.

La richiesta/proposta di una pausa di riflessione nell'ambito del mondo dei rutilanti restauri nasce dalla considerazione che forti concentrazioni di danaro si concentrano su grandi interventi proponendo/imponendo restauri sempre da vetrina, straordinari e che ricercano risultati da prima pagina.
Ginzburg e Settis insistono nel chiedersi quanto sia davvero reversibilè l'azione compiuta su alcuni capolavori.
Fatti i debiti paragoni sembrerebbe che l'esigenza di comunicazione faccia il paio alla smania dei restauri ripristinatori che caratterizzò gli anni pre fascisti e fascisti. Allora motivi ideologici (e comunque sempre la ricerca di formidabili vetrine per veicolare qualcosa di diverso che il rispetto dei monumenti) oggi il capitale e forti concentrazioni economiche si impegnano spasmodicamente alla ricerca di consenso e pubblicità.
Corollario a questo discorso è la capacità di impegnare cifre notevolissime per la diagnostica e per la documentazione. E' la lezione ICR e OPD di questi decenni. Non si può dare intervento senza l'ausilio della diagnostica scientifica.
Tutto questo genera talvolta circoli virtuosi altre volte sprechi inimmaginabili.

Tra l'altro non mi pare privo di significato che l'articolo appaia oggi nello stesso giorno in cui Settis introduce la giornata di cui al post La tutela dei Beni Culturali: i cantieri, gli archivi e la comunicazione. Come se sia stato scelto questo contesto perchè proprio quello in cui i temi agitati trovino la massima adesione al mondo reale.


Questo l'articolo:
Fermiamo i restauri cambiano la nostra storia
CARLO GINZBURG SALVATORE SETTIS

Nell'ultimo quarto di secolo la fisionomia di opere capitali, che appartengono al patrimonio artistico non dell'Italia soltanto ma dell'umanità, è cambiata profondamente. Al restauro del soffitto della Cappella Sistina e del Giudizio di Michelangelo, preceduti da quello della Camera degli sposi affrescata da Mantegna a Mantova, sono seguiti restauri dei cicli di Masaccio e Masolino a Santa Maria del Carmine, dì Giotto a Padova, di Piero della Francesca ad Arezzo: un lungo elenco che potrebbe continuare, includendo tavolo e tele altrettanto importanti conservate in chiese e musei.
Si è trattato di restauri diversi per natura e per risultati. Essi sono stati discussi, e continueranno ad esserlo, da parte degli addetti ai lavori. Ma il fenomeno ha richiamato da tempo un'attenzione più vasta da parte dell'opinione pubblica internazionale. Come cittadini vogliamo esprimere una profonda preoccupazione. Chiediamo una pausa di riflessione, che nasce dalle seguenti considerazioni.
1) Il concentrarsi dei restauri su opere celeberrime come quelle citate, riprodotte in tutti i manuali di storia dell'arte, non ha bisogno di spiegazioni.
I gruppi industriali o finanziari che appoggiano quei restauri investono ingenti sommi; di denaro in cambio di pubblicità: chiedono risultati visibili, possibilmente clamorosi; all’ eliminazione di ciò che può aver prodotto il degrado sono meno interessati. Una conseguenza inevitabile è che le opere meno note, ma altrettanto o più bisognose di restauro, vengono spesso ignorate. Una conseguenza possibile (e tutt’altro che irrealistica) è che opere notissime vengano sottoposte a restauri non urgenti che le rendano ancora più fragili. L'incuria e l’accanimento terapeutico sono due facce della stessa medaglia.
2) Ogni restauro costituisce un'interpretazione storica, anche quando si nasconde dietro l'alibi di una presunta scientificità «asettica» e senza tempo. Ma l’interpretazione di un testo scritto (una cronaca, un atto notarile ecc.) non e’ irreversibile; il restauro in molti casi lo è.
Togliere una velatura da una tavola, un ritocco a secco da un affresco. un elemento che fa parte della stratificazione storica dell'opera, equivale a bruciare la pagina di un testo che ci è arrivato in un unico manoscritto. Quella tavola, quell'affresco non torneranno mai più quello che erano: e d'altra parte la restituzione dell'opera al suo stato originario, quando uscì dalle mani del’ artista , è per definizione inattingibile.
E' giusto che una generazione si arroghi il diritto di intervenire drasticamente, trasformandola in maniera irreversibile, su una parte così cospicua, qualitativamente e quantitativamente, della tradizione artistica italiana, sulla base di una cultura figurativa specifica - la nostra, modellata dalle fotografie a colori e dai faretti, dalle sciabolate di luce elettrica che trasformano il gioco delle luci e delle ombre in carte da gioco? E' giusto correre un rischio del genere? Come l'ambiente naturale, anche l'ambiente artistico è diventato estremamente fragile. In entrambi i casi la riflessione arriva forse troppo tardi, in una situazione ormai compromessa. Ma come il proverbio ci ricorda amaramente, il peggio non è mai morto. Dobbiamo chiederci quale patrimonio artistico ci apprestiamo a lasciare alle generazioni future, e in quali condizioni. Non dobbiamo dimenticare che, quando era direttore dell'Istituto Centrale per il Restauro, Giovanni Urbani propose di sostituire alla strategia del restauro come terapia d'urto quella della «conservazione programmata»: un contìnuo, capillare, diffuso monitoraggio delle opere d'arte teso a impedirne o rallentarne il degrado.
E' un'indicazione preziosa, a patto che si tenga presente, al di là della lettera, lo spirito che l'ha dettata.
Una pausa di riflessione, una discussione ampia e non convenzionale su questi temi sono necessarie.
Chiediamo una sospensione di tutti i restauri ad eccezione di quelli a fini di mera conservazione.

Una moratoria è necessaria


(OCR da articolo pubblicato su "La Repubblica" questa mattina. Riferirsi sempre alla fonte originaria)

lunedì 1 ottobre 2007

La tutela dei Beni Culturali: i cantieri, gli archivi e la comunicazione

Riporto integralmente (notizia relativa esclisivamente alla giornata del 3 ottobre):
Alla Scuola Normale Superiore due giornate di studi su "La tutela dei Beni Culturali: i cantieri, gli archivi e la comunicazione"
Alla Scuola Normale Superiore due giornate di studi su

SICaR w/b sarà al centro della prima delle due giornate di studio La tutela dei Beni Culturali: i cantieri, gli archivi e la comunicazione, ospitate presso la Scuola Normale Superiore di Pisa nei giorni 3-4 ottobre 2007.

La giornata, il cui tema è I cantieri: gestione informatica e condivisione in rete dei restauri, approfondirà le potenzialità e le aspettative dei webGIS e in particolare analizzerà i casi di applicazioni di SICaR w/b, adottato da 13 soprintendenze per la gestione dei cantieri di restauro nell’ambito del progetto ARTPAST.

Enti promotori dell’iniziativa sono:
Ministero Beni Culturali, Direzione Generale Innovazione Tecnologica e Promozione
Scuola Normale Superiore di Pisa
in collaborazione con: Università di Udine, Laboratorio L.I.D.A.
a cura di: coordinamento Progetto ARTPAST

Di seguito il programma della giornata:

3 ottobre
I cantieri: gestione informatica e condivisione in rete dei restauri

9,00 Arrivo dei partecipanti

9,30 Saluti

  • Salvatore Settis (Scuola Normale Superiore di Pisa)
  • Antonia Pasqua Recchia (Direttore generale per l’Innovazione Tecnologica e la Promozione): Due progetti per la costruzione di una piattaforma digitale: da ARTPAST a REARTE

Introduce e presiede: Caterina Bon (Direttore Istituto Centrale del Restauro)

10,00 – 12,30
Lo stato dell'arte

  • Cristina Acidini (Soprintendente Polo Museale Fiorentino; Soprintendente Opificio delle Pietre Dure): Riflessioni sul contesto internazionale
  • Carla Bartolomucci (ICVBC - CNR): I sistemi informativi per la documentazione dello stato di conservazione
  • Francesco Sacco (ICR): Alcune sperimentazioni dell’ICR nel campo del GIS per il restauro
  • Cecilia Frosinini, Massimo Chimenti (Opificio delle Pietre Dure): Modus operandi
  • Lorenzo Appolonia (Soprintendenza per i beni e le attività culturali-Regione Val d’Aosta), Paolo Salonia (CNR-Roma): Un GIS per il controllo e la manutenzione
  • Un Sistema Informativo in rete per i Cantieri di Restauro: SICaR per ARTPAST
    - Clara Baracchini (D.L. progetto ARTPAST): Sperimentazione e prospettive
    - Roberto Parenti (Università di Siena): SICaR per la registrazione della struttura materiale
    - Andrea Vecchi (Liberologico): Un GIS in rete

12,30 – 16,30
Sicar: un anno di sperimentazione nelle Soprintendenze

  • Francesca Fabiani, Raffaella Grilli (coord. ARTPAST per SICaR): SICaR, esperienze e adeguamenti del sistema


Cantieri in corso e progetti per la diffusione

  • Adele Mormino (Soprintendente ai Beni Culturali, Ambientali, Architettonici di Palermo), Lina Bellanca (Servizio beni Architettonici Sopr. BB.CC..AA.di Palermo): Il restauro e la documentazione: esperienze di SICAR a Palermo
  • Lucia Bassotto, Ferdinando Rizzardo (Sopr. BAPPSAE di Venezia e Laguna), Ipotesi per la diffusione e il radicamento
    13,30 Pausa pranzo

14,30
Ripresa lavori

Introduce e presiede: Mariarosaria Salvatore (Direttore Istituto Centrale Catalogo e Documentazione)

  • Antonia d'Aniello (Sopr. BAPPSAE di Lucca e Massa Carrara): Dalla documentazione alla diffusione: SICaR per la cattedrale di Lucca
  • Katia Canti (Sopr. BAPPSAE dell’Umbria): SICaR per un nuovo progetto:la Fototeca della Galleria Nazionale dell'Umbria
  • Veronica De Vecchis (Sopr. PSAE dell’Abruzzo): Un esempio emblematico di recupero nella provincia di Pescara


Adesioni e prospettive

  • Lucrezia Cuniglio (Soprintendenza per i beni archeologici per la Toscana: L'uso di SICaR come strumento per la programmazione e la gestione contabile degli interventi di restauro delle strutture archeologiche
  • Marilina Betrò (Università di Pisa, Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico): La condivisione di ambienti virtuali (Multi-User Domain) nell’indagine archeologica della tomba di Huy a Tebe Ovest (Luxor-Egitto) e il progetto di consolidamento e restauro della sala dipinta: SICAR in Egitto
  • Maria Rosa Cagliostro (Presidente Consorzio CE.RE.RE., Reggio Calabria): SIDI: Un laboratorio tecnologico integrato per la valorizzazione dei centri storici
  • Maria Pilar Soriano, Maria Antonia Zalbidea (Departamento de Conservación y Restauración, Facultad de Bellas Artes, Universidad Politecnica de Valencia): Proposta di applicazione di SICaR per la formazione dei restauratori in Spagna


16,30
Discussione
Coordina: Antonia Pasqua Recchia (Direzione generale ITP)

Partecipano tra gli altri: Mario Lolli Ghetti (Direzione regionale della Toscana), Gianbruno Ravenni (Regione Toscana)

the saga culturaitalia

Ho già detto, scritto e descritto nella pagine della rivista il rapporto perverso che lega tag/ parola visti dai motori di ricerca. E come questi in realtà potrebbero divenire risorse....

In altre parole io vorrei potrei, invero, anche non parlare di culturaitalia.it almeno nella versione che sarà responsabilità e gestione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Ma parlarne ora sarebbe quasi del tutto inutile (vacuo) perchè non ci sono tracce del lavoro pubblicamente accessibili al momento. In altre parole se uno di noi digitasse culturaitalia.it il motore di ricerca troverebbe culturaitalia.it che è il sito registrato da una società che è riuscita a bruciare sul tempo chi doveva provvedere alla registrazione del dominio culturaitalia.it.
Purtroppo così è stato e quindi culturaitalia.it non è stato registrato, come sarebbe stato giusto da chi l'idea aveva proposto e presentato bensì, inopinatamente, il dominio culturaitalia.it è stato registrato da altra società.
Ma il destino di è stato descritto a lungo e non vale la pena di scrivere come ossessi culturaitalia.it culturaitalia.it culturaitalia.it culturaitalia.it culturaitalia.it culturaitalia.it.
La risposta non cambia e , almeno nel breve termine, non cambierà.

Non rimane che attendere la uscita ufficiale (su dominio evidentemente diverso da culturaitalia.it) e, non è improbabile apprezzare il lavoro che i vari protagonisti si apprestano a compiere!

Qual'è il significato di questo post? Non è difficile!