venerdì 22 maggio 2009
L'era dei tardivi digitali ....
Le persone non più giovani che si accingano a voler capire com’è il mondo delle generazioni «native» devono innanzitutto liberarsi della solida sensazione di essere i protagonisti del nostro mondo e del nostro [...]
Il post sul blog Wittgenstein
mercoledì 20 maggio 2009
Il Papa si affaccia dalla piazza virtuale: Ratzinger ora si incontra su Facebook
Il Papa si affaccia dalla piazza virtuale: Ratzinger ora si incontra su Facebook
Anche Benedetto XVI da giovedì sarà sul social network più famoso del mondo per dialogare con i giovani. L'iniziativa si inserisce in un progetto più ampio che si chiama Pope2You da cui è possibile scaricare anche applicazioni per I-phone
(20/05/2009 - 09:18:13) Fonte ADN-Kronos
lunedì 16 marzo 2009
Il Web compie 20 anni. L'inventore: "Le sue radici saranno per sempre legate al Cern"
"Un po' vago, ma promettente" annotò Sendall sul documento, autorizzando tuttavia Berners-Lee a proseguire i lavori. Nel settembre 1990, il ricercatore ricevette un computer NeXT Cube, col quale, nel dicembre successivo, sviluppò il Web.
Se il Web non ha più nulla a che vedere con il sistema d'informazione che all'epoca della sua nascita collegava soltanto un piccolo gruppo di computer del centro di ricerche, "le sue radici saranno per sempre legate al Cern" ha rilevato Berners-Lee nell'ambito della cerimonia durante la quale il ricercatore britannico ha effettuato una dimostrazione con il browser originale.
"Lo spirito creativo che ha permesso a Tim Berners-Lee d'inventare il Web è ancora vivo al Cern" ha assicurato da parte sua il direttore generale del mega centro di ricerche di Ginevra, Rolf Heuer. "Il Web è senz'alcun dubbio la ricaduta tecnologica più conosciuta del Cern -ha detto- ma le tecnologie messe a punto dal Laboratorio trovano applicazioni concrete in numerosi altri campi, come la cattura dell'energia solare o nel settore della risonanza magnetica medica".
mercoledì 6 febbraio 2008
Dario Fo e l'Ultima cena di Leonardo
Il resto della notizia sul sito dell'Adnkronos oggi, 6 febbraio alle 14.47
La lezione riprende Lezione sul "Cenacolo" di Leonardo da Vinci (Milano, 27 maggio 1999) pubblicato su DVD da Dario Fo nel 2007 e comunque ripetuta più volte dallo stesso Fo in diversi contesti.
Tra le ultime repliche quella del 26 ottobre ultimo alla Seconda edizione del Festival della Creatività tenutasi a Firenze presso la Fortezza da Basso.
La rubrica presente nel n.65 di kermes è on line
Una breve intervista all'autore, da parte dell'autore del blog:
- autore blog (ab): e' un piacere pubblicare la rivista. Quattro pagine questa volta? Un bel risultato! Ma anche la prossima volta saranno sempre quattro pagine?
- autore rubrica(ar): ma de chè, ma dai che sò contento anch'io che ciò ste quattro paggine! Che me pare davvero un bel risultato se annamo a vedè che ce stanno scritte sopra un sacco de fre..
- (ab): Un attimo. Mi scusi .. ma sono confuso. Il tono, lo stile, le modalità della rubrica non sono certo le sue ora. La prego si contenga!!
- (ar): anvedi questo!! Ma se nun sai manco legge quello che ciò scritto sopra! Ma annamosene che è mejo. Arileggite tutte è cose che magari te pò fà puro bbene. Annamosene tutti quanti!
- (ab): Cari lettori, scusate, ci deve essere stato un terribile equivoco. Sicuramente avremo invitato quì l'autore di altra lubrica rubrica.
sabato 19 gennaio 2008
Opificio delle pietre dure. Il nuovo sito
Nella home page è presente anche un questionario per valutare l'impatto del nuovo sito sul visitatore.
Quasi 300 pagina sino ad ora, oltre 300 foto e decine e decine di lavori di restauro commentati e descritti.
L'URL è http://www.opificiodellepietredure.it
martedì 30 ottobre 2007
L'ultima cena online. Alcuni dati tecnici
L'immagine ha una larghezza di 172.181 pixel ed una altezza di 93.611 pixel per un totale di 16.945.790.099 (sedici miliari ...) pixel; per garantire l'assoluta fedeltà cromatica della riproduzione l'immagine è stata generata con una profondità di colore di 16 bit, doppia rispetto a quella delle convenzionali immagini digitali; l'occupazione su disco dell'immagine è superiore a 96 Gbyte.
Dal comunicato della Soprintendenza:
"L’Ultima Cena è stata oggetto nel passato di importanti campagne fotografiche con le migliori tecniche in quel momento a disposizione; da quelle dell’inizio novecento in bianco e nero attraverso le grandi lastre di vetro a quelle degli anni ’80 eseguite a colori a scala 1:1 e dunque questa nuova campagna fotografica, eseguita con raffinata tecnica digitale, è un fondamentale contributo documentale-scientifico che prosegue questa tradizione."
Il progetto è stato illustrato sbato 27 ottobre u.s., nella cornice della Sagrestia del Bramante, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato tra gli altri, dal sovrintendente per i Beni architettonici di Milano, Alberto Artioli, e dal presidente dell'Ente Raccolta Vinciana, Pietro Marani.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione di diversi partner:
- AMD, multinazionale americana, che ha fornito la tecnologia d’elaborazione ad elevate prestazioni;
- Clauss, società tedesca, che ha fornito la struttura d’orientamento ad alta precisione,
- De Agostini per il supporto web e la comunicazione;
- I-Net per l’accesso internet ad alta velocità;
- Nikon per le attrezzature fotografiche allo stato dell’arte.
Il sistema di visualizzazione consente di ingrandire e osservare qualsiasi porzione del dipinto, fino a cogliere particolari di circa un millimetro quadrato di superficie. La ripresa è stata effettuata con la tecnica della "fotografia panoramica", un sofisticato metodo di ricomposizione di più foto in un unico scatto, pari alla realizzazione di una fotocamera virtuale da 16mila Megapixel. Per l'illuminazione si è adottato uno specifico sistema validato dal Laboratorio di Fisica dell'Istituto centrale per il Restauro.
Il progetto è nato nella primavera del 2007 dall'incontro fra il Ministero dei Beni culturali, la Sovrintendenza del capoluogo lombardo e la società Hal9000, a cui è stata affidata la
realizzazione del progetto.
Come sempre avviene all'enorme quantità di siti dove è stata pubblicata questa notizia corrisponde una stringata sintesi della notizia Reuter in chiave internazionale e il comunicato Ansa in chiave locale. Pochissimi particolari tecnici. Le statistiche di accesso sono state citate attraverso le fonti di stampa per sottolienare il gran numero di accessi ma il contatore di accesso della sosietà statcounter.com non è nemmeno linkato nella home page della società.
Alcune osservazioni sulle forze in campo.
La società De agostini è leader nel settore culturale sia per le pubblicazioni sia per la gestione, in conto del Ministero, di parte delle attività economiche. Non possiamo dimenticare Lottomatica la Societá, di cui il Gruppo De Agostini é azionista di maggioranza, che distribuisce giochi e servizi attraverso una delle reti di collegamento on-line in tempo reale piú estese in Europa
Di passaggio dovremmo ricordare come la De Agostini sia uno dei principali content provider del portale Italia.it (per il quale portale il Ministro Rutelli ha recentemente presentato una relazione alla Corte dei Conti ipotizzando danno erariale nella redazione del sito stesso) e che quindi una sua collaborazione con il MiBAC nasce, ovviamente, da molto tempo.
domenica 28 ottobre 2007
"Last Supper" to go online
Questa la notizia lanciata da Reuter
Come la notizia è stata rilanciata dalle agenzie di stampa e siti web nel mondo
Come la notizia è stata rilanciata dalle agenzie di stampa e da siti web in italia
La notizia è stata lanciata dall'Ansa alle 12:53 il giorno 27 ottobre. A tutt'ora non sembra esserci traccia di questa informazione sui siti web del MiBAC.
sabato 27 ottobre 2007
Il Cenacolo in alta risoluzione meglio online che dal vivo
martedì 16 ottobre 2007
Fermàti ...
Una vampata, una alzata di spalle e, almeno sulla stampa quotidiana o negli spazi di dibattito, la polemica, ovvero, le tematiche poste da Settis/Ginzburg alla attenzione e al dibattito della comunità dei conservatori ... sono sparite.
Aspettiamo ( se mai ce ne saranno) reazioni sui periodici istituzionale. Ma questi se hanno qualità da proporre hanno, sicuramente, nessuna capacità di "stare sulla notizia".
Nel frattempo nei grandi corridoi si continua a parlare di mezzo milione di euro per quel certo lavoro ecc... ecc...
... poi dice che uno si butta a sinistra ... ed io pago ... (totò)
giovedì 4 ottobre 2007
Commenti a "Fermiamo i restauri ..."
- Moratoria sui restauri, Anna Longo (GRR) intervista Caterina Bon di Valsassina e Madrisio, attuale direttore dell'ICR
- Maria Pia Guermandi su Eddyburg, il sito di Edoardo Salzano
- Articolo pubblicato anche sul sito di Giustizia e libertà (associazione che vedi molti nomi dell'aristocrazia dell'intellighenzia italiana
- Le reazioni di alcuni grandi nomi il giorno dopo, sempre su Repubblica Il PDF fa parte della Rassegna stampa della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte ed il copyright attiene. ovviamente a Repubblica
- L'articolo su Repubblica disponibile in PDF presso il sito della Normale di Pisa di cui Ginzburg e Settis sono esponenti
- L'articolo su Repubblica disponibile in PDF (in forma testo) presso il sito ArchiWord Network del Consiglio Nazionale degli Architetti
- Restauri e polemiche, en attendant la Madonna del cardellino di Valeria Ronzani sul Sole 24 Ore
- E’ polemica sulle opere finanziate dai privati,di Rosamaria Bitetti, L'Opinione.net
La lista viene aggiornata con costanza ...
mercoledì 3 ottobre 2007
Fermiamo i restauri ... (Ginzburg/Settis)
Credo sia necessaria una riflessione sull'articolo che appare oggi su "la Repubblica" (prima pagina) "Fermiano i restauri cambiano la nostra storia" a firma di Carlo Ginzburg e Salvatore Settis.
La richiesta/proposta di una pausa di riflessione nell'ambito del mondo dei rutilanti restauri nasce dalla considerazione che forti concentrazioni di danaro si concentrano su grandi interventi proponendo/imponendo restauri sempre da vetrina, straordinari e che ricercano risultati da prima pagina.
Ginzburg e Settis insistono nel chiedersi quanto sia davvero reversibilè l'azione compiuta su alcuni capolavori.
Fatti i debiti paragoni sembrerebbe che l'esigenza di comunicazione faccia il paio alla smania dei restauri ripristinatori che caratterizzò gli anni pre fascisti e fascisti. Allora motivi ideologici (e comunque sempre la ricerca di formidabili vetrine per veicolare qualcosa di diverso che il rispetto dei monumenti) oggi il capitale e forti concentrazioni economiche si impegnano spasmodicamente alla ricerca di consenso e pubblicità.
Corollario a questo discorso è la capacità di impegnare cifre notevolissime per la diagnostica e per la documentazione. E' la lezione ICR e OPD di questi decenni. Non si può dare intervento senza l'ausilio della diagnostica scientifica.
Tutto questo genera talvolta circoli virtuosi altre volte sprechi inimmaginabili.
Tra l'altro non mi pare privo di significato che l'articolo appaia oggi nello stesso giorno in cui Settis introduce la giornata di cui al post La tutela dei Beni Culturali: i cantieri, gli archivi e la comunicazione. Come se sia stato scelto questo contesto perchè proprio quello in cui i temi agitati trovino la massima adesione al mondo reale.
Questo l'articolo:
Fermiamo i restauri cambiano la nostra storia
CARLO GINZBURG SALVATORE SETTIS
Nell'ultimo quarto di secolo la fisionomia di opere capitali, che appartengono al patrimonio artistico non dell'Italia soltanto ma dell'umanità, è cambiata profondamente. Al restauro del soffitto della Cappella Sistina e del Giudizio di Michelangelo, preceduti da quello della Camera degli sposi affrescata da Mantegna a Mantova, sono seguiti restauri dei cicli di Masaccio e Masolino a Santa Maria del Carmine, dì Giotto a Padova, di Piero della Francesca ad Arezzo: un lungo elenco che potrebbe continuare, includendo tavolo e tele altrettanto importanti conservate in chiese e musei.
Si è trattato di restauri diversi per natura e per risultati. Essi sono stati discussi, e continueranno ad esserlo, da parte degli addetti ai lavori. Ma il fenomeno ha richiamato da tempo un'attenzione più vasta da parte dell'opinione pubblica internazionale. Come cittadini vogliamo esprimere una profonda preoccupazione. Chiediamo una pausa di riflessione, che nasce dalle seguenti considerazioni.
1) Il concentrarsi dei restauri su opere celeberrime come quelle citate, riprodotte in tutti i manuali di storia dell'arte, non ha bisogno di spiegazioni.
I gruppi industriali o finanziari che appoggiano quei restauri investono ingenti sommi; di denaro in cambio di pubblicità: chiedono risultati visibili, possibilmente clamorosi; all’ eliminazione di ciò che può aver prodotto il degrado sono meno interessati. Una conseguenza inevitabile è che le opere meno note, ma altrettanto o più bisognose di restauro, vengono spesso ignorate. Una conseguenza possibile (e tutt’altro che irrealistica) è che opere notissime vengano sottoposte a restauri non urgenti che le rendano ancora più fragili. L'incuria e l’accanimento terapeutico sono due facce della stessa medaglia.
2) Ogni restauro costituisce un'interpretazione storica, anche quando si nasconde dietro l'alibi di una presunta scientificità «asettica» e senza tempo. Ma l’interpretazione di un testo scritto (una cronaca, un atto notarile ecc.) non e’ irreversibile; il restauro in molti casi lo è.
Togliere una velatura da una tavola, un ritocco a secco da un affresco. un elemento che fa parte della stratificazione storica dell'opera, equivale a bruciare la pagina di un testo che ci è arrivato in un unico manoscritto. Quella tavola, quell'affresco non torneranno mai più quello che erano: e d'altra parte la restituzione dell'opera al suo stato originario, quando uscì dalle mani del’ artista , è per definizione inattingibile.
E' giusto che una generazione si arroghi il diritto di intervenire drasticamente, trasformandola in maniera irreversibile, su una parte così cospicua, qualitativamente e quantitativamente, della tradizione artistica italiana, sulla base di una cultura figurativa specifica - la nostra, modellata dalle fotografie a colori e dai faretti, dalle sciabolate di luce elettrica che trasformano il gioco delle luci e delle ombre in carte da gioco? E' giusto correre un rischio del genere? Come l'ambiente naturale, anche l'ambiente artistico è diventato estremamente fragile. In entrambi i casi la riflessione arriva forse troppo tardi, in una situazione ormai compromessa. Ma come il proverbio ci ricorda amaramente, il peggio non è mai morto. Dobbiamo chiederci quale patrimonio artistico ci apprestiamo a lasciare alle generazioni future, e in quali condizioni. Non dobbiamo dimenticare che, quando era direttore dell'Istituto Centrale per il Restauro, Giovanni Urbani propose di sostituire alla strategia del restauro come terapia d'urto quella della «conservazione programmata»: un contìnuo, capillare, diffuso monitoraggio delle opere d'arte teso a impedirne o rallentarne il degrado.
E' un'indicazione preziosa, a patto che si tenga presente, al di là della lettera, lo spirito che l'ha dettata.
Una pausa di riflessione, una discussione ampia e non convenzionale su questi temi sono necessarie.
Chiediamo una sospensione di tutti i restauri ad eccezione di quelli a fini di mera conservazione.
Una moratoria è necessaria
(OCR da articolo pubblicato su "La Repubblica" questa mattina. Riferirsi sempre alla fonte originaria)
lunedì 1 ottobre 2007
La tutela dei Beni Culturali: i cantieri, gli archivi e la comunicazione
Alla Scuola Normale Superiore due giornate di studi su "La tutela dei Beni Culturali: i cantieri, gli archivi e la comunicazione"
SICaR w/b sarà al centro della prima delle due giornate di studio La tutela dei Beni Culturali: i cantieri, gli archivi e la comunicazione, ospitate presso la Scuola Normale Superiore di Pisa nei giorni 3-4 ottobre 2007.
La giornata, il cui tema è I cantieri: gestione informatica e condivisione in rete dei restauri, approfondirà le potenzialità e le aspettative dei webGIS e in particolare analizzerà i casi di applicazioni di SICaR w/b, adottato da 13 soprintendenze per la gestione dei cantieri di restauro nell’ambito del progetto ARTPAST.
Enti promotori dell’iniziativa sono:
Ministero Beni Culturali, Direzione Generale Innovazione Tecnologica e Promozione
Scuola Normale Superiore di Pisa
in collaborazione con: Università di Udine, Laboratorio L.I.D.A.
a cura di: coordinamento Progetto ARTPAST
Di seguito il programma della giornata:
3 ottobre
I cantieri: gestione informatica e condivisione in rete dei restauri
9,00 Arrivo dei partecipanti
9,30 Saluti
- Salvatore Settis (Scuola Normale Superiore di Pisa)
- Antonia Pasqua Recchia (Direttore generale per l’Innovazione Tecnologica e la Promozione): Due progetti per la costruzione di una piattaforma digitale: da ARTPAST a REARTE
Introduce e presiede: Caterina Bon (Direttore Istituto Centrale del Restauro)
10,00 – 12,30
Lo stato dell'arte
- Cristina Acidini (Soprintendente Polo Museale Fiorentino; Soprintendente Opificio delle Pietre Dure): Riflessioni sul contesto internazionale
- Carla Bartolomucci (ICVBC - CNR): I sistemi informativi per la documentazione dello stato di conservazione
- Francesco Sacco (ICR): Alcune sperimentazioni dell’ICR nel campo del GIS per il restauro
- Cecilia Frosinini, Massimo Chimenti (Opificio delle Pietre Dure): Modus operandi
- Lorenzo Appolonia (Soprintendenza per i beni e le attività culturali-Regione Val d’Aosta), Paolo Salonia (CNR-Roma): Un GIS per il controllo e la manutenzione
- Un Sistema Informativo in rete per i Cantieri di Restauro: SICaR per ARTPAST
- Clara Baracchini (D.L. progetto ARTPAST): Sperimentazione e prospettive
- Roberto Parenti (Università di Siena): SICaR per la registrazione della struttura materiale
- Andrea Vecchi (Liberologico): Un GIS in rete
12,30 – 16,30
Sicar: un anno di sperimentazione nelle Soprintendenze
- Francesca Fabiani, Raffaella Grilli (coord. ARTPAST per SICaR): SICaR, esperienze e adeguamenti del sistema
Cantieri in corso e progetti per la diffusione
- Adele Mormino (Soprintendente ai Beni Culturali, Ambientali, Architettonici di Palermo), Lina Bellanca (Servizio beni Architettonici Sopr. BB.CC..AA.di Palermo): Il restauro e la documentazione: esperienze di SICAR a Palermo
- Lucia Bassotto, Ferdinando Rizzardo (Sopr. BAPPSAE di Venezia e Laguna), Ipotesi per la diffusione e il radicamento
13,30 Pausa pranzo
14,30
Ripresa lavori
Introduce e presiede: Mariarosaria Salvatore (Direttore Istituto Centrale Catalogo e Documentazione)
- Antonia d'Aniello (Sopr. BAPPSAE di Lucca e Massa Carrara): Dalla documentazione alla diffusione: SICaR per la cattedrale di Lucca
- Katia Canti (Sopr. BAPPSAE dell’Umbria): SICaR per un nuovo progetto:la Fototeca della Galleria Nazionale dell'Umbria
- Veronica De Vecchis (Sopr. PSAE dell’Abruzzo): Un esempio emblematico di recupero nella provincia di Pescara
Adesioni e prospettive
- Lucrezia Cuniglio (Soprintendenza per i beni archeologici per la Toscana: L'uso di SICaR come strumento per la programmazione e la gestione contabile degli interventi di restauro delle strutture archeologiche
- Marilina Betrò (Università di Pisa, Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico): La condivisione di ambienti virtuali (Multi-User Domain) nell’indagine archeologica della tomba di Huy a Tebe Ovest (Luxor-Egitto) e il progetto di consolidamento e restauro della sala dipinta: SICAR in Egitto
- Maria Rosa Cagliostro (Presidente Consorzio CE.RE.RE., Reggio Calabria): SIDI: Un laboratorio tecnologico integrato per la valorizzazione dei centri storici
- Maria Pilar Soriano, Maria Antonia Zalbidea (Departamento de Conservación y Restauración, Facultad de Bellas Artes, Universidad Politecnica de Valencia): Proposta di applicazione di SICaR per la formazione dei restauratori in Spagna
16,30
Discussione
Coordina: Antonia Pasqua Recchia (Direzione generale ITP)
Partecipano tra gli altri: Mario Lolli Ghetti (Direzione regionale della Toscana), Gianbruno Ravenni (Regione Toscana)
the saga culturaitalia
In altre parole io vorrei potrei, invero, anche non parlare di culturaitalia.it almeno nella versione che sarà responsabilità e gestione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Ma parlarne ora sarebbe quasi del tutto inutile (vacuo) perchè non ci sono tracce del lavoro pubblicamente accessibili al momento. In altre parole se uno di noi digitasse culturaitalia.it il motore di ricerca troverebbe culturaitalia.it che è il sito registrato da una società che è riuscita a bruciare sul tempo chi doveva provvedere alla registrazione del dominio culturaitalia.it.
Purtroppo così è stato e quindi culturaitalia.it non è stato registrato, come sarebbe stato giusto da chi l'idea aveva proposto e presentato bensì, inopinatamente, il dominio culturaitalia.it è stato registrato da altra società.
Ma il destino di è stato descritto a lungo e non vale la pena di scrivere come ossessi culturaitalia.it culturaitalia.it culturaitalia.it culturaitalia.it culturaitalia.it culturaitalia.it.
La risposta non cambia e , almeno nel breve termine, non cambierà.
Non rimane che attendere la uscita ufficiale (su dominio evidentemente diverso da culturaitalia.it) e, non è improbabile apprezzare il lavoro che i vari protagonisti si apprestano a compiere!
Qual'è il significato di questo post? Non è difficile!
sabato 15 settembre 2007
Culturaitalia.it
Chi vuole potrà leggere questo post nel quale manifesto tutta la mia curiosità.
Alcune osservazioni sul portale (quello del Ministero) sono contenute nel prossimo numero della rubrica, il n°65.
Dirò che nel frattempo l'attesa rende nervosi ...
martedì 14 agosto 2007
Kermes 64
Questi i temi trattati:
- I video dello sbarco sulla luna e la conservazione del nostro mondo
- Brandi nel web 2
- Non c’è gusto
Anzi. Non pare che i nastri siano stati ritrovati anche se qualcosa mi era stato detto a proposito. Ma il web interrogato .. non ha fornito risposte positive.
Questi, infine, i titoli del maxi contributo che verrà pubblicato nel numero 65 della rivista:
- Italia.it
- Culturaitalia.it
- Tutto il cucuzzaro
- Leggere la legge
- Forum Restauro & Conservazione
- Brandi nel web – 3
- Dedica e sDedica
giovedì 10 maggio 2007
Portali come se piovesse ...
Una insopprimibile voglia di creare portali (cosa significa esattamente portale?) concentra su di se risorse.
Tra i compiti della rubrica sarà quello di prendere in esame e verificare criticamente questi prodotti. Al momento si segnala http://www.internetculturale.it di cui mi sono già occupato.
Poi http://www.cultura.xxxxxxxxxxxxx.it non vede la luce. Ma dovrà, credo, vederla, se non altro per impegno contrattuale.
La lista dei collaboratori potrebbe essere pubblicata semza problemi. Non c'è certo nulla da nascondere.
Poi sistemi nazionali sembra vogliano sorgere.
No la rubrica non perirà certo per mancanza di stimoli. L'unico rischio è che venga chiusa come in fahrenheit 451 venivano bruciati i libri. Non certo per eroismo di chi scrive (figuriamoci) quanto per una ingiustificata iper-suscettibilità.
Mi fermo quì.
giovedì 3 maggio 2007
Robin Letellier
Tutta l'iniziativa RecorDIM (seguita a GraDoc, seminario Iccrom a numero chiuso che produsse una pubblicazione) puntata alla comprensione e GAP tra produttore di software/documentatore e conservatore/restauratore ha visto Robin non formalmente Coordinatore ma propulsore e instancabile animatore.
Alcune informazioni aggiuntive: http://informaticaapplicata.blogspot.com/2007/05/robin-letellier.html
Nel frattempo i nostri fascinosi divi potranno mettere in fila altri cinque o sei aggettivi desueti, strepitosi, annichilenti ... ed alcune pause di quelle che spezzano il fiato!
Che stile!
Che cultura!
Fateli tutti Ministri tutti assieme!!!
ps l'azzeccagarbugli ricorda qualcosa? A cosa servivano le parole al nostro?
venerdì 27 aprile 2007
Conservare il digitale
Le audiocassette (talvolta) possiamo riascoltarle. Gli stereo sono dotati (sempre meno) di lettore di nastri. Sparito totalmente il video8 e formati vari che durarono lo spazio di alcune stagioni.
Il resto? Cosa ne è dei dati contenuti nei "flopponi"?
E se mai li potessimo leggere siano proprio sicuri di poterli "interpretare" con i programmi attualmente diffusi?
Qualcuno ha i floppy driver da 3'1/2 istallati?
martedì 17 aprile 2007
Da dove proviene la "conservatione"?
Cesare Ripa's Iconologia of Uytbeeldinghen des Verstants, vertaald door Dirck Pietersz. Pers, Amsterdam 1644. De facsimile ervan is ontleend aan: Cesare Ripa. Iconologia of uytbeeldinghe des verstands. Met introductie van Jochen Becker, Davaco Publishers, Soest 1971
Link per l'immagine della "Conservatione"